200 studenti veneti, giuliani, istriani e fiumani si sono incontrati a Palazzo Modello per presentare i propri lavori, sottoscrivere un gemellaggio permanente e condividere una giornata di cultura e amicizia.
PALAZZO MODELLO ACCOGLIE IL MEETING
Il 6 maggio 2025 il Salone delle Feste di Palazzo Modello, sede dell’Unione Italiana e della Comunità degli Italiani di Fiume, ha accolto il meeting internazionale del progetto “Serenissima Patrimonio Culturale dal Veneto all’Istria, in Dalmazia, Quarnero e Venezia Giulia”.
Quasi duecento studenti, accompagnati da dirigenti scolastici e docenti, sono arrivati da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Istria e Quarnreo. La giornata ha trasformato Fiume in un luogo concreto d’incontro tra le nuove generazioni delle due sponde dell’Adriatico.
Il progetto, sostenuto dalla Regione del Veneto ai sensi della Legge regionale n. 39 del 2019, nasce per conoscere e valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale sviluppatosi nel corso dei secoli attorno alla Serenissima. Un’eredità composta da storia, architettura, arte, gastronomia, musica, etnologia, commercio, attività produttive e tradizioni locali.
L’iniziativa, coordinata dall’autore Vittorio Baroni, è stata promossa da ENGIM Veneto. Il percorso si inserisce nel quadro del primo e secondo punto dell‘Intesa Europa Adriatica Nordest, sottoscritta il 18 ottobre 2023 al Teatro La Fenice di Venezia.
ISTITUZIONI E COMUNITÀ INSIEME
Enea Dessardo, Presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, ha accolto i partecipanti. Sono intervenuti Nela Sršen – Console Onorario della Croazia in Veneto, Marin Corva – Presidente Giunta Esecutiva Unione Italiana, Roberto Ciambetti – Presidente Consiglio regionale del Veneto, Federica Zonta e Silvio Buson per ENGIM Veneto, Caterina Arena in rappresentanza del Consolato generale d’Italia a Fiume e dell’Ambasciata italiana a Zagabria, Alessandro Cuk per l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e Sanjin Zoretić, presidente della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo.
Hanno preso parte all’incontro anche i dirigenti delle scuole coinvolte. Michele Scalembra per la Scuola Media Superiore Italiana di Fiume, Ines Venier per la Scuola Media Superiore Italiana di Rovigno, Debora Radolović per la Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola e Maria Grazia Battistutti per l’ISISS D’Annunzio Fabiani di Gorizia.
L’incontro ha confermato la solidità di una rete che non si limita alle relazioni istituzionali. Il suo centro sono le scuole, le comunità e gli studenti, chiamati a trasformare la conoscenza del passato in nuove occasioni di cooperazione europea.
GLI STUDENTI RACCONTANO
Le presentazioni delle scuole hanno costituito il cuore del meeting. Gli studenti hanno raccontato le attività realizzate, le esperienze vissute e i simboli che legano le loro città alla storia della Serenissima.
Gli allievi di Rovigno, Pola e Venezia hanno indossato abiti storici, portando nel Salone delle Feste immagini e atmosfere di epoche diverse. Gli studenti della Scuola Media Superiore Italiana di Fiume hanno proposto un percorso nella storia della città. I ragazzi di Rovigno hanno illustrato il lavoro svolto nel progetto, mettendo in evidenza i segni culturali comuni presenti sulle due sponde.
Scarica le presentazioni delle scuole:
Presentazione Scuola SMSI Rovigno
Presentazione Scuola SMSI Fiume
La Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola ha partecipato con una ventina di studenti accompagnati dalle professoresse Snježana de Gravisi e Tina Brajković, come documentato anche nell’articolo pubblicato dall’Istituto.
Le diverse presentazioni hanno mostrato un patrimonio che va oltre ai libri e ai monumenti, che vive nelle parole, nei piatti tradizionali, nei mestieri, negli edifici, nelle feste e nelle memorie familiari. La scuola diventa così il luogo nel quale questa eredità può essere conosciuta, discussa e trasmessa.
FIRMA GEMELLAGGIO SCUOLE
Il momento centrale della giornata è stato la lettura e la firma dell’Atto di Gemellaggio tra le scuole, sottoscritto con durata illimitata e destinato a essere tradotto anche nelle lingue croata e inglese.

Il percorso era stato avviato l’8 ottobre 2024 a Venezia, nella sede del Consiglio regionale del Veneto a Palazzo Ferro Fini. L’incontro di Fiume ha segnato il passaggio dalla prima dichiarazione d’intenti a una rete educativa più ampia e organizzata.
Hanno aderito la Scuola Media Superiore Italiana di Fiume, l’ISISS D’Annunzio Fabiani di Gorizia, l’Istituto Tecnico Marinelli Fonte di Venezia di ENGIM Veneto, la Scuola Media Superiore Italiana di Rovigno, la Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola, la SFP CIF ENGIM di Venezia, la SFP Turazza ENGIM di Treviso e la SFP Patronato Leone XIII ENGIM di Vicenza.
All’Atto hanno partecipato anche le Comunità degli Italiani di Fiume, Lussinpiccolo, Pola e Rovigno “Pino Budicin”, insieme agli enti e alle organizzazioni che sostengono il progetto.







La Voce del Popolo ha definito l’iniziativa semplice ma potente. La sua forza risiede nella capacità di trasformare la memoria in un programma di lavoro comune.
Il gemellaggio impegna le scuole a promuovere la Serenissima come patrimonio culturale condiviso, approfondendo gli elementi storici che hanno generato relazioni e prosperità tra le due sponde adriatiche.
Gli studenti e i docenti saranno chiamati a sviluppare nuove attività sui temi della sostenibilità, dell’arte, della gastronomia, del commercio, dell’architettura, dell’etnologia, della musica e della produzione. Il documento richiama inoltre gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e i valori europei di libertà, democrazia, pace, uguaglianza sociale, rispetto dei diritti umani e tutela delle minoranze linguistiche.
Non si tratta dunque di un gemellaggio celebrativo. È un impegno educativo permanente, fondato sulla fiducia e sulla costruzione di occasioni concrete per i giovani.
FARO RENDE VIVO IL PATRIMONIO
L’Atto sottoscritto a Fiume assume come riferimento la Convenzione europea di Faro, ratificata sia dall’Italia sia dalla Croazia.
Scarica la brochure sulla Convenzione di Faro
La Convenzione riconosce il diritto di ogni persona a partecipare alla vita culturale e attribuisce alle comunità un ruolo attivo nella conoscenza, nella tutela e nella valorizzazione dell’eredità comune.
Il patrimonio non viene considerato soltanto come un insieme di beni da conservare. Diventa uno strumento per rafforzare la democrazia, favorire il dialogo interculturale, migliorare la qualità della vita e costruire una società europea più consapevole.
Applicare i principi di Faro significa coinvolgere direttamente studenti, cittadini, associazioni e istituzioni. Significa anche affrontare la storia dell’Adriatico senza rimuovere i conflitti del passato, trasformandone la conoscenza in un terreno di comprensione e cooperazione.
FIUME RACCONTATA DAI SUOI STUDENTI
Dopo la firma, gli studenti sono stati divisi in due gruppi. Mentre il primo si dirigeva verso la nave Marina, il secondo partecipava a un breve itinerario storico e culturale nel centro di Fiume. I gruppi si sono poi alternati.
La visita è stata curata dagli studenti della Scuola Media Superiore Italiana di Fiume con i professori Dario Ban e Leo Nenadić. I ragazzi hanno assunto il ruolo di guide, presentando la propria città ai coetanei provenienti dagli altri territori.
Anche questo passaggio ha dato concretezza al progetto. Conoscere un luogo attraverso la voce di chi lo abita permette di superare la visita convenzionale e di comprendere meglio il rapporto tra storia, identità e vita quotidiana.
MARINA, UNA NAVE DELLE COMUNITÀ
La giornata è proseguita a bordo del Botel Marina, ormeggiato al molo Adamićev gat di Fiume. Qui studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni hanno condiviso il pranzo conviviale organizzato come una grande “cichetada”, con specialità salate, dolci e prodotti della tradizione.
La scelta della Marina non è stata casuale. La nave possiede una storia profondamente intrecciata con quella delle comunità dell’Adriatico. Fu costruita nel 1936 a Frederikshavn, in Danimarca, e varata con il nome di Kronprinsessan Ingrid, in onore della principessa svedese che ne fu madrina. Dopo diversi passaggi di proprietà e cambi di nome, nel 1963 divenne definitivamente Marina.
Nel 1969 fu acquistata dalla compagnia Lošinjska plovidba di Lussinpiccolo. Partì da Stoccolma e raggiunse l’isola di Lussino dopo diciotto giorni di navigazione. Da allora e fino al 2005 collegò Zara, Selve, Lussinpiccolo, Unie, Pola, Capodistria e Venezia.
Nel corso della sua attività trasportò milioni di passeggeri, oltre 250.000 veicoli e grandi quantità di merci. Durante la guerra in Croazia navigò verso Dubrovnik assediata portando aiuti e ricevette, insieme al proprio equipaggio, due riconoscimenti per il coraggio dimostrato in mare.
Dopo l’ultima navigazione del 2005, la Marina venne trasferita a Fiume e completamente ristrutturata. Oggi è un albergo galleggiante, ma conserva la memoria delle rotte e dele persone che per decenni hanno attraversato l’Adriatico. La sua vicenda è ricostruita nel sito ufficiale del Botel Marina.
Pranzare a bordo di questa nave ha quindi assunto un valore simbolico preciso. La Marina ha collegato fisicamente molti dei territori oggi riuniti dal progetto, compresa Venezia. È stata una vera infrastruttura di relazioni, lavoro e vita quotidiana tra le due sponde.
DAL MARE NASCONO NUOVE RELAZIONI
La festa sulla Marina ha concluso una giornata intensa, fatta di documenti e contenuti, ma soprattutto di incontri personali. Studenti provenienti da città e Paesi diversi hanno avuto il tempo di conoscersi, parlare, fotografarsi e costruire nuove amicizie.
Il mare è stato il filo conduttore dell’intero meeting. Non un confine, ma uno spazio attraversato nei secoli da persone, lingue, culture, merci e conoscenze. Lo stesso Adriatico che un tempo collegava i porti della Marina oggi unisce le scuole attraverso un progetto educativo comune.
Il 6 maggio 2025 lascia così un risultato concreto. Una rete di scuole ha sottoscritto un impegno permanente, riconoscendo nel patrimonio culturale della Serenissima uno strumento per comprendere la storia e progettare nuove forme di cooperazione europea.
Fiume ha dimostrato che l’eredità culturale acquista valore quando viene affidata ai giovani e trasformata in esperienza condivisa. Da Palazzo Modello alla nave Marina, il patrimonio è tornato a essere ciò che dovrebbe sempre essere. Una risorsa viva, capace di mettere in relazione comunità, territori e futuro.
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