Lussino canta la sua storia alla Mostra della Serenissima Patrimonio Culturale – REPORTAGE

Inaugurazione con l’Inno di Lussino

Le note del pianoforte e le voci dei partecipanti hanno accompagnato l’apertura della Mostra «Serenissima Patrimonio Culturale dal Veneto all’Istria, in Dalmazia, Quarnero e Venezia Giulia», inaugurata il 28 ottobre 2026 a Villa Perla, a Lussinpiccolo. La maestra Antonela Kunda ha animato la cerimonia e, al taglio del nastro, ha coinvolto coralmente i presenti nel canto dell’Inno di Lussino. Un momento nel quale il racconto del patrimonio ha incontrato la voce della comunità.

A tenere il nastro tricolore sono stati due rappresentanti della vita marittima e produttiva delle isole. Lucio Jurjako, Presidente dell’Associazione dei Marinai di Lussino, Klub pomoraca Lošinj – Seaman Club Lošinj, rappresenta una realtà che riunisce 55 marittimi e marinai delle isole di Cherso e Lussino, insieme agli appassionati e ai sostenitori della cultura del mare. Accanto a lui Ivan Milanović, Presidente dell’Associazione degli Artigiani di Cherso e Lussino, appartenente alla rete ufficiale della Camera dell’Artigianato Croata. L’associazione riunisce circa 600 imprenditori. Milanović è anche titolare del Deveron Gastro Pub di Lussinpiccolo.

La loro presenza ha richiamato due componenti della storia raccontata nei pannelli. Da una parte i naviganti, i capitani e le famiglie legate al mare. Dall’altra gli artigiani e gli imprenditori, eredi di una cultura del lavoro che ha fatto viaggiare materiali, tecniche e competenze tra le sponde dell’Adriatico.

Dopo Gorizia e Fiume, la Mostra è arrivata a Lussino portando quindici pannelli costruiti attraverso le ricerche delle scuole e dei gruppi di lavoro, con il monitoraggio scientifico dell’Università di Zara. Sostenibilità, produzione, arte, musica, commercio, etnologia, gastronomia e architettura sono gli otto temi del percorso. L’isola vi entra con i propri paesaggi, le opere custodite nelle chiese, la memoria dei marittimi e le testimonianze della vita quotidiana.

Il lavoro di Julijano Sokolić, Giovanna Jerolimić Toić e Ileana Brčić, corredato dalle foto di Ivan Brčić, ha permesso di raccogliere e mettere in relazione questi contenuti. Durante l’inaugurazione, dalle loro parole è emersa anche la volontà di proseguire. Il materiale raccolto supera lo spazio dei pannelli e apre altre possibilità di ricerca, a partire dalla storia della navigazione e dal patrimonio musicale.

Promotori, partner e patrocinanti

Capofila del progetto, sostenuto dalla Legge Regionale del Veneto 39 del 2019, è la Fondazione ENGIM Veneto ispirata al carisma di San Leonardo Murialdo. Partner: Università di Zara, Fondazione Archivio Vittorio Cini Venezia, ANVGD Comitato Provinciale di Venezia, Scuola Media Superiore Italiana di Fiume, ISISS D’Annunzio Fabiani di Gorizia, Comunità degli Italiani di Fiume-Rijeka, Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo-Mali Lošinj, Istituto Tecnico Marinelli Fonte di Venezia in sinergia con Cfp Cif di Venezia e Cfp Turazza di Treviso, Scuola Media Superiore Italiana “Antonio Borme” di Rovigno, Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola, Comunità degli Italiani di Pola, Comunità degli Italiani di Rovigno “Pino Budicin”. Collaborazioni: Addetta Consolare di Zara. Direzione: ENGIM Veneto. Autore e Coordinatore generale: Vittorio Baroni.

Patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Fiume, del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, dell’Unione Italiana – CNI, della Città di Venezia, del Comune di Gorizia, della Città di Lussinpiccolo/Grad Mali Lošinj, del Rotary Distretto 2060 Nordest e la partecipazione del Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia.

Gli interventi

«Questa mostra ci permette di riscoprire i legami tra Lussino e Venezia – afferma Sanjin Zoretić, Presidente della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo – La nostra tradizione marinara ci invita a rafforzare i rapporti tra le sponde e a fare del mare un ponte tra popoli e culture, creando occasioni di collaborazione e amicizia per le nuove generazioni» (clicca qui e leggi tutto il discorso di Sanjin Zoretić).

«Propongo una mostra dedicata ai marittimi di Lussino e Cherso – afferma Julijano Sokolić – Le vicende dei nostri capitani al servizio della Serenissima, fino alla Grecia e a Cipro, meritano nuove ricerche per valorizzare la storia delle isole e il loro legame con il mare».

«Il lavoro per la mostra ha aperto nuovi temi di ricerca, oltre le aspettative iniziali – racconta Giovanna Jerolimić Toić – Ringrazio per questa opportunità e per le fotografie di Ivan, che completano i testi e arricchiscono il racconto del nostro territorio».

«La passione per la storia veneziana accompagna il mio lavoro di guida turistica – racconta Ileana Brčić – Con Julijano e Giovanna abbiamo unito studi e ricerche sul web per costruire questa mostra. Le nostre isole hanno ancora tante storie da raccontare».

«Lussino è parte di una rete di collaborazione che unisce scuole e comunità delle due sponde – afferma Vittorio Baroni, autore e coordinatore del progetto – Nel 2027 i trecento anni di Callido offrono l’occasione per valorizzare i due organi dell’isola con un’iniziativa musicale di respiro europeo».

Contenuti della Mostra

Nei contenuti della Mostra, il mare emerge anzitutto come spazio di lavoro e collegamento. Cherso e Lussino offrivano approdi alle imbarcazioni in viaggio tra Venezia e il Levante. Pesca, olio, vino e commercio sostenevano l’economia locale, mentre a Lussino si sviluppavano attività legate alla marineria e alla costruzione navale. Dai porti partivano prodotti della terra e del mare. Con le navi tornavano merci, notizie e conoscenze.

Le rotte richiedevano anche protezione. La torre circolare di Lussingrande, costruita nel XV secolo durante il dominio veneziano, racconta l’organizzazione della difesa contro gli assalti dal mare, comprese le incursioni degli Uscocchi provenienti da Segna. La sua storia collega le coste del Quarnero alla guerra di Gradisca del 1615-1617. Oggi la torre, presente nello stemma comunale, ospita uno spazio museale ed espositivo.

Il percorso raggiunge poi Lepanto. Il 7 ottobre 1571, tra le navi della Lega Santa, combatterono la galea «San Nicola», armata da Cherso e Ossero e guidata da Kolane Draža, e la vegliota «Cristo Ressussitato», comandata da Ludovico Cicuta. Attraverso questi nomi, la Mostra porta l’attenzione sugli equipaggi e sulle comunità insulari coinvolte nei conflitti del Mediterraneo.

Accanto alla navigazione trovano spazio le forme di governo e il paesaggio. Lo Statuto di Cherso e Ossero del 1441 regolava la vita e il lavoro delle comunità. I Leoni marciani conservati sulle porte di Ossero testimoniano la presenza veneziana lungo il canale che separa Cherso da Lussino. Le masiere, chiamate anche gromače, raccontano invece il lavoro necessario per ricavare campi e oliveti dai terreni sassosi. Pietre raccolte e disposte senza malta delimitavano gli appezzamenti, trattenevano il suolo e proteggevano le coltivazioni.

Una parte centrale del racconto lussignano riguarda l’arte arrivata attraverso il mare. Nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Lussingrande è custodita la «Madonna con i santi», dipinta nel 1475 da Bartolomeo Vivarini. L’opera appartenne alla raccolta del capitano Gasparo Craglietto, che la donò alla chiesa del proprio paese insieme ad altri dipinti e a un altare marmoreo proveniente dalla chiesa veneziana di Santa Croce della Giudecca. Il collezionismo di un navigante divenne così patrimonio della comunità.

Nella stessa chiesa si trova un organo di Gaetano Antonio Callido del 1782. Un altro strumento del maestro veneziano, datato 1781, è conservato nella chiesa parrocchiale della Natività della Beata Vergine Maria a Lussinpiccolo, costruita tra il 1696 e il 1757. I due organi documentano il passaggio di competenze dalla bottega veneziana alle chiese dell’isola. Il trecentenario della nascita di Callido, nel 2027, offre il riferimento per la proposta musicale avanzata durante l’inaugurazione.

La memoria dei marittimi comprende anche chi restava a terra. La Mostra richiama Il filosofo Francesco Patrizi da Cherso e le sue pubblicazioni veneziane, la chiesa dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria a Cigale/Čikat, luogo votivo nel quale gli equipaggi si raccoglievano con le famiglie prima delle lunghe traversate. La storia si traduce nel contemporaneo con la scultura in bronzo «Addio» di Zvonimira Obad che rende omaggio alle donne dei marinai. Ispirata a Marija Stuparić, moglie del capitano Aldebrando Petrina, raffigura il saluto con il fazzoletto alla nave che si allontana.

Catalogo, giorni e orari apertura

Il Catalogo della Mostra, con le relative traduzioni in lingua croata, slovena e inglese, è scaricabile gratuitamente al seguente link scuoleserenissima.org/mostra-2026.

La Mostra è aperta a Villa Perla fino al 4 novembre 2026 (salvo eventuali proroghe). Le visite si svolgono il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 11.00, il martedì e giovedì dalle 17.00 alle 19.00.

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