A Gorizia, Fiume e Lussino tre mostre per il Patrimonio Culturale della Serenissima

Tra ottobre e novembre 2026 giunge a compimento la seconda fase del percorso educativo e culturale che ha coinvolto scuole, comunità, istituzioni, università, associazioni e studiosi locali delle due sponde dell’Adriatico.

Tre città, tre mostre per far conoscere e promuovere un unico patrimonio culturale. Dal 13 ottobre al 4 novembre 2026 Gorizia, Fiume e Lussino ospiteranno le esposizioni realizzate nell’ambito del progetto “Serenissima Patrimonio Culturale dal Veneto all’Istria, in Dalmazia, Quarnero e Venezia Giulia”. Le mostre – dopo le esposizioni del 2024 con i lavori delle scuole di Venezia, Vicenza, Treviso, Rovigno e Pola – rappresentano il punto di arrivo della seconda fase di un percorso transfrontaliero che ha coinvolto studenti, docenti, dirigenti scolastici, storici, ricercatori, comunità italiane, associazioni e università. Un lavoro corale che ha approfondito le tracce lasciate nei secoli dalla Repubblica di Venezia, mettendo in relazione storia, architettura, arte, gastronomia, etnologia, religione, mestieri e tradizioni popolari. Il progetto, sostenuto dalla Regione del Veneto ai sensi della L.R. n. 39/2019 e con capofila ENGIM Veneto, interpreta la Serenissima non soltanto come una realtà appartenente al passato, ma come un patrimonio culturale europeo ancora vivo, capace di unire territori, generazioni e comunità delle due sponde dell’Adriatico.

Gorizia e le tradizioni di confine

La prima mostra sarà inaugurata martedì 13 ottobre alle ore 11:00 all’ISISS D’Annunzio Fabiani di Gorizia e rimarrà aperta fino al 21 ottobre. Alla realizzazione dei contenuti hanno lavorato gli studenti della classe 4ATT del Tecnico Turistico e della 3ALS del Liceo Scientifico, coordinati dai docenti e dalla Dirigente Scolastica. Le ricerche hanno affrontato i rapporti tra Gorizia e il mondo veneziano attraverso diversi ambiti, dalla storia all’architettura, con un’attenzione particolare alla gastronomia. Tra i temi approfonditi figura il “bacalà alla cappuccina”, divenuto uno dei piatti caratteristici del “mangiar magro” e diffuso in numerosi conventi friulani. Un altro percorso di ricerca è stato dedicato al Carnevale goriziano, nel quale gli studenti hanno individuato le tracce dell’influenza veneziana presenti nelle tradizioni di una città e di un territorio storicamente collocati al confine tra culture diverse. Il lavoro restituisce così l’immagine di Gorizia come luogo d’incontro, nel quale consuetudini locali, influenze venete e identità mitteleuropee hanno costruito nel tempo un patrimonio originale e plurale.

Fiume e la Serenissima nel Quarnero

La seconda esposizione sarà inaugurata mercoledì 21 ottobre alle ore 11:00 alla Scuola Media Superiore Italiana di Fiume, dove resterà aperta fino al 28 ottobre. Il Preside, i docenti e gli studenti degli indirizzi matematico-scientifico, linguistico e alberghiero-turistico si sono impegnati in modo esemplare nello studio della presenza e dell’influenza della Serenissima nel Quarnero. Le ricerche hanno ricostruito l’annessione delle isole al tempo del doge Ottone Orseolo, il ruolo della stirpe dei Frangipani e il legame materiale tra i boschi quarnerini e Venezia, le cui fondamenta furono costruite anche grazie al legname proveniente dall’Adriatico orientale. Particolare attenzione è stata riservata al Messale glagolitico del 1483, uno dei più antichi libri stampati in lingua croata, assunto come testimonianza della rivoluzione culturale prodotta dalla stampa e della circolazione di lingue, conoscenze e culture nello spazio adriatico. Gli studenti hanno inoltre approfondito la partecipazione della galea di Veglia alla battaglia di Lepanto e la storia della Casa Veneziana di Fiume, segno architettonico ancora visibile del rapporto della città con la cultura veneta. I diversi contributi compongono un racconto nel quale il mare non separa, ma collega: una via di scambio percorsa nei secoli da persone, imbarcazioni, legname, libri, tecniche, merci e idee.

Cherso e Lussino, una lunga vita insieme

La terza mostra sarà inaugurata mercoledì 28 ottobre alle ore 17:30 alla Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo e potrà essere visitata fino al 4 novembre. Nell’ambito della collaborazione con la Comunità degli Italiani ha operato un qualificato gruppo di studiosi lussignani composto da Julijano Sokolić, Ileana Brčić e Giovanna Jerolimić Toić, con il supporto fotografico di Ivan Brčić. Gli esperti hanno tracciato il percorso della Serenissima nelle isole di Cherso e Lussino, raccontando una vita condivisa nel corso dei secoli e un rapporto che ha coinvolto l’organizzazione delle comunità, l’economia, la cultura e il territorio. Tra le testimonianze più significative spiccano i leoni alati di San Marco presenti a Ossero, simboli di un legame storico che si riflette anche nell’architettura e nella vita quotidiana delle isole. La ricerca ha approfondito il ruolo strategico ed economico dell’arcipelago, la cultura e l’architettura locali, l’alimentazione, il lavoro e gli antichi mestieri, la religione e le feste. Ne emerge un patrimonio fatto non soltanto di monumenti e documenti, ma anche di consuetudini, saperi, pratiche sociali e memorie familiari tramandate di generazione in generazione.

Il gemellaggio del 6 maggio 2025 a Fiume

Le tre mostre portano a compimento un percorso educativo e culturale consolidato il 6 maggio 2025 a Fiume, quando, nella sede dell’Unione Italiana e della Comunità degli Italiani a Palazzo Modello, è stato sottoscritto l’Atto di Gemellaggio tra le scuole coinvolte nel progetto. Il documento impegna gli istituti a cooperare per promuovere la Serenissima come patrimonio culturale condiviso, valorizzando gli elementi storici che hanno contribuito alla prosperità delle due sponde dell’Adriatico e coinvolgendo direttamente studenti e docenti. Il gemellaggio richiama i valori europei di libertà, democrazia, pace, uguaglianza sociale, rispetto dei diritti umani e tutela delle minoranze linguistiche. Sottolinea inoltre l’importanza del dialogo interculturale tra Italia e Croazia e della costruzione di nuove opportunità di crescita per i giovani. Un riferimento fondamentale è rappresentato dalla Convenzione europea di Faro, ratificata sia dall’Italia sia dalla Croazia. La Convenzione riconosce il diritto all’eredità culturale come parte del diritto di ogni persona a partecipare alla vita culturale. In questa prospettiva, il patrimonio è una risorsa da conoscere, vivere e condividere. Le comunità, e in particolare le nuove generazioni, diventano protagoniste della sua valorizzazione, contribuendo a rafforzare la democrazia, la coesistenza europea e la qualità della vita.

Il contributo scientifico dell’Università di Zara

Un apporto qualificante è stato assicurato dal Dipartimento di Italianistica dell’Università di Zara, partner scientifico del progetto, attraverso il lavoro coordinato dalla direttrice professoressa Ana Bukvić, autrice della relazione scientifica finale. Il Dipartimento ha messo a disposizione le proprie competenze negli studi letterari, linguistici e culturali relativi allo spazio adriatico, svolgendo un’attività di monitoraggio di carattere esplorativo e metodologico. Lo studio ha esaminato le principali tendenze della ricerca contemporanea dedicate al patrimonio della Serenissima, rilevando come l’attenzione scientifica si sia concentrata prevalentemente sugli aspetti storici, artistici, monumentali e archivistici. Il contributo dell’Università di Zara ha permesso di porre in evidenza anche le potenzialità ancora in parte inesplorate degli studi letterari e linguistici, individuando alcune prospettive prioritarie: la ricognizione sistematica delle fonti letterarie, la loro mappatura scientifica e la costruzione di una rete stabile di cooperazione tra università e centri di ricerca. Tra le ipotesi formulate figura la costituzione di una rete scientifica adriatica e l’organizzazione di un “Incontro Adriatico” tra studiosi. La cooperazione accademica internazionale viene così indicata come uno strumento essenziale per approfondire la conoscenza delle relazioni culturali tra le due sponde e sviluppare future progettualità comuni.

Una rete tra scuole, comunità e istituzioni

Il progetto vede la direzione della Fondazione ENGIM Veneto, ispirata al carisma di San Leonardo Murialdo, e gode del patrocinio dell’Unione Italiana e del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto. La rete dei partner comprende l’Università di Zara, la Fondazione Archivio Vittorio Cini di Venezia, l’ANVGD – Comitato Provinciale di Venezia, la Scuola Media Superiore Italiana di Fiume, l’ISISS D’Annunzio Fabiani di Gorizia, le Comunità degli Italiani di Fiume e di Lussinpiccolo, l’Istituto Tecnico Marinelli Fonte di Venezia, in sinergia con il CFP CIF di Venezia e il CFP Turazza di Treviso, la Scuola Media Superiore Italiana “Antonio Borme” di Rovigno, la Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola e le Comunità degli Italiani di Pola e di Rovigno “Pino Budicin”. Il progetto si avvale della collaborazione dell’Addetta consolare di Zara. Autore e Coordinatore generale Vittorio Baroni.

PROGRAMMA MOSTRE

GORIZIA

  • ISISS D’Annunzio Fabiani
  • Inaugurazione: 13 ottobre 2026, ore 11:00
  • Apertura: dal 13 al 21 ottobre

FIUME

  • Scuola Media Superiore Italiana di Fiume
  • Inaugurazione: 21 ottobre 2026, ore 11:00
  • Apertura: dal 21 al 28 ottobre

LUSSINO

  • Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo
  • Inaugurazione: 28 ottobre 2026, ore 17:30
  • Apertura: dal 28 ottobre al 4 novembre

È stato chiesto il Patrocinio ai comuni interessati e alle autorità diplomatiche. Ingresso libero alle mostre con possibilità di ottenere gratis tutti i materiali in file.